|
I denti sono costituiti da tre diversi strati, procedendo dall’interno verso l’esterno incontriamo la polpa che è un tessuto connettivo uguale a tutti quelli presenti nel corpo umano e costituito da cellule, sostanza fondamentale e componenti nervose e vascolari.
La caratteristica che la rende diversa dagli altri tessuti connettivi è la dentina che la circonda ed insieme prendono il nome di complesso pulpodentinale. La dentina è un tessuto connettivo specializzato, sintetizzato dagli odontoblasti, cellule altamente differenziate e forma la gran parte della struttura del dente. E’ attraversata da migliaia di tubuli che si irradiano dalla polpa verso verso l’esterno cioè fino allo smalto e al cemento radicolare e che contengono fluido e i processi odontoblastici che originano appunto dagli odontoblasti i quali costituiscono la porzione detta parietale della polpa cioè la più esterna. Caratteristica fisica della dentina è la fluorescenza cioè la capacità di assorbire invisibili onde corte come i raggi ultravioletti, per restituire e diffondere onde più lunghe e visibili all’occhio umano. Lo smalto dentale, il componente più duro dell’organismo umano, è la porzione più esterna e riveste la dentina, creando una barriera protettiva. Lo smalto è costituito da cristalli di idrossiapatite legati con sostanza organica e da una piccola percentuale di acqua. Una sua particolare caratteristica è la traslucenza cioè consente alla luce di attraversarlo, in parte filtrando e combinando variamente i colori della dentina e in parte riflettendo la luce che lo colpisce. Con l’invecchiamento i denti subiscono modificazioni nel valore e nella cromaticità in quanto lo smalto diventa sempre più sottile e traslucente rendendo più evidente la dentina che a sua volta si scurisce sempre più per la recessione e la calcificazione della polpa. E’ evidente quindi che l’invecchiamento e genericamente l’usura rendono naturalmente più scuri i denti. Naturalmente esistono anche cause non naturali che provocano discromie (cambiamento dei colori) dei denti. Numerose sostanze colorate contenute in cibi e bevande (nel tè, caffè, vino rosso, liquirizia, carote) possono legarsi alla superficie dello smalto determinando variazione di colore. Placca e tartaro, sali di metalli pesanti, farmaci, fumo e colluttori sono concausa di discromie con il medesimo meccanismo fisico ( cause estrinseche). Purtroppo altri fattori determinano discromie anche gravi, come le tetracicline assunte nei primi anni di vita che interferiscono con il metabolismo del calcio creando dei complessi calcio- tetraciclina o patologie ematiche, eccesso di fluoro (ipocalificazioni color gesso), terapie canalari incongrue, traumi (cause intrinseche). |