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Malocclusioni Si tratta di un rapporto errato tra le due arcate dentarie. Le cause sono genetiche (talvolta i genitori hanno il medesimo problema) o legate a cattive abitudini come il succhiamento del dito o ...  Details...



Diagnosi Oltre un attento esame obbiettivo del paziente (visita completa ed accurata) sono indispensabili alcuni esami radiografici e talora l’analisi cefalometrica. Molto utile è anche ...  Details...



Metodica di riabilitazione denominata "All-on-4" La metodica di riabilitazione denominata All-on-4 consente ad un paziente completamente edentulo di ottenere una completa riabilitazione con denti fissi, in circa un'ora.Nel link qui sotto vi ...  Details...



Sbiancamento dei denti vitali Può essere professionale (praticato dal dentista con gel di perossido di idrogeno al 20-35-38%) o domiciliare (praticato dal paziente a casa con gel di perossido di carbammide al 10 o al 20 o ...  Details...



Denti in un'ora Si tratta della vera rivoluzione nel campo dell'implantologia endossea da molti anni. Il sistema Nobelguide della Nobelbiocare ci consente non solo la pianificazione al computer del posizionamento ...  Details...



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Lo sbiancamento
In quanto tempo posso ottenere denti bianchi? E dopo quanto tempo devo ripetere il trattamento? ...

In quanto tempo posso ottenere denti bianchi? E dopo quanto tempo devo ripetere il trattamento? Anche le corone in ceramica si possono sbiancare?  

sbiancamentoAssolutamente no, le corone in ceramica o resina non possono essere sbiancate.

Ecco perché è utile eseguire gli sbiancamenti prima della “presa del colore” per ceramica. Ogni caso ha una sua diagnosi ed una sua terapia, quindi non è possibile dare una risposta univoca sui tempi di ritrattamento, ma la nostra esperienza ci ricorda anche 5 anni. Di norma le cause intrinseche di discromia sono più lunghe e difficili da risolvere, molto dipende comunque dalle abitudini personali.

Perché eseguire uno sbiancamento professionale in studio? Quello domiciliare non è sufficiente? ...

Perché eseguire uno sbiancamento professionale in studio? Quello domiciliare non è sufficiente? E i prodotti “da banco”? Come possono questi prodotti sbiancare i denti?

sbiancamentoI prodotti attualmente utilizzati per sbiancare i denti sono il perossido d’idrogeno e il perossido di carbammide che si scinde a contatto dei denti in perossido d’idrogeno ed urea che con il suo Ph alto protegge lo smalto impedendone la corrosione mentre il perossido libera ossigeno.

Questo a sua volta solubilizza i composti colorati favorendone la loro eliminazione. Tali reazioni sono accelerate dalla temperatura e dal calore.

Lo sbiancamento può essere professionale o domiciliare. Il professionale prevede di solito l’utilizzo di perossido d’idrogeno al 30% o più in gel proteggendo i tessuti molli con l’isolamento del campo mediante diga di gomma o prodotti protettivi. Evitando le costose lampade che possono determinare sensibilità ed aumento dei costi che non devono in ogni caso essere troppo elevati, preferisco utilizzare delle apposite spugne monouso imbevute di prodotto, mantenute a contatto dei denti per circa 10 minuti.

Un apparecchio a microcorrenti (inavvertibili dal paziente) collegato ai portaimpronta favorisce la penetrazione del prodotto e ne potenzia l’attività. Di norma 3-4 sedute sono sufficienti, in qualche caso, pratico sedute supplementari se i denti sono particolarmente ingialliti o macchiati. Per lo sbiancamento domiciliare si utilizza di norma perossido di carbammide al 10% ( equivale circa al 3% di perossido d’idrogeno) che presenta il miglior rapporto rischio/efficacia.

Dalle impronte delle arcate ottengo i modelli in gesso sui quali vengono stampate le mascherine trasparenti che vengono consegnate al paziente con il gel sbiancante contenuto in siringa e le istruzioni dettagliate. Il paziente viene informato dell’opportunità di ridurre il più possibile tutte quelle abitudini (fumo, cibi e bevande dalle capacità discromiche) che possono inficiare il risultato e del rischio di un aumento transitorio della sensibilità. In alcuni casi può essere necessario sospendere il trattamento e sostituire il prodotto sbiancante con un altro a base di fluoro o nitrato di potassio per ridurre la sensibilità.

Il tempo di utilizzo è variabile, normalmente una decina di notti per 8 ore a notte. Naturalmente l’utilizzo di più forti concentazioni riduce notevolmente i tempi (un’ora al giorno per pochi giorni) ma aumenta il rischio di sensibilizzare i denti.

In buona sostanza lo sbiancamento domiciliare è efficace ma è consigliabile prima una visita accurata, una seduta d’igiene e una detersione professionale perché solo così il dentista è in grado di stabilire indicazioni e controindicazioni al trattamento, stabilire le metodiche ed i dosaggi dei prodotti.

Non cambio le mie abitudini ma voglio i denti più bianchi! Che devo fare? ...

Non cambio le mie abitudini ma voglio i denti più bianchi! Che devo fare? Sottopormi spesso a sedute d’igiene orale o a sedute di sbiancamento?

Com’è la procedura? E’ un trattamento impegnativo? E’ doloroso?

sbiancamentoDopo l’anamnesi medica è utile sottoporre il paziente all’anamnesi comportamentale per informarsi sulle sue abitudini alimentari o sull’uso di tabacco o altre sostanze. Seguirà l’esame obbiettivo orale e la registrazione della documentazione fotografica che ci consentirà di confrontare i dati iniziali con i risultati raggiunti, una valutazione radiografica e la verifica della vitalità dei denti prima di eseguire una seduta di igiene completa( detartrasi e detersione dello smalto con paste profilattiche e bicarbonato). L’isolamento del campo è importante per non rischiare irritazioni gengivali. Quindi di norma per eseguire uno sbiancamento completo, si esegue anche una seduta d’igiene per rimuovere placca e tartaro e per detergere lo smalto. Ovviamente la frequenza di tale trattamento è variabile da caso a caso soprattutto in base alle abitudini alimentari e di vita. Non è né impegnativo e neppure doloroso.  

Com’è fatto un dente? Perché ingiallisce? Da cosa dipende? Posso evitarlo?

sbiancamentoI denti sono costituiti da tre diversi strati, procedendo dall’interno verso l’esterno incontriamo la polpa che è un tessuto connettivo uguale a tutti quelli presenti nel corpo umano e costituito da cellule, sostanza fondamentale e componenti nervose e vascolari.

La caratteristica che la rende diversa dagli altri tessuti connettivi è la dentina che la circonda ed insieme prendono il nome di complesso pulpodentinale. La dentina è un tessuto connettivo specializzato, sintetizzato dagli odontoblasti, cellule altamente differenziate e forma la gran parte della struttura del dente.

E’ attraversata da migliaia di tubuli che si irradiano dalla polpa verso verso l’esterno cioè fino allo smalto e al cemento radicolare e che contengono fluido e i processi odontoblastici che originano appunto dagli odontoblasti i quali costituiscono la porzione detta parietale della polpa cioè la più esterna. Caratteristica fisica della dentina è la fluorescenza cioè la capacità di assorbire invisibili onde corte come i raggi ultravioletti, per restituire e diffondere onde più lunghe e visibili all’occhio umano.

Lo smalto dentale, il componente più duro dell’organismo umano, è la porzione più esterna e riveste la dentina, creando una barriera protettiva.

Lo smalto è costituito da cristalli di idrossiapatite legati con sostanza organica e da una piccola percentuale di acqua.
Una sua particolare caratteristica è la traslucenza cioè consente alla luce di attraversarlo, in parte filtrando e combinando variamente i colori della dentina e in parte riflettendo la luce che lo colpisce.

Con l’invecchiamento i denti subiscono modificazioni nel valore e nella cromaticità in quanto lo smalto diventa sempre più sottile e traslucente rendendo più evidente la dentina che a sua volta si scurisce sempre più per la recessione e la calcificazione della polpa. E’ evidente quindi che l’invecchiamento e genericamente l’usura rendono naturalmente più scuri i denti.

Naturalmente esistono anche cause non naturali che provocano discromie (cambiamento dei colori) dei denti.
Numerose sostanze colorate contenute in cibi e bevande (nel tè, caffè, vino rosso, liquirizia, carote) possono legarsi alla superficie dello smalto determinando variazione di colore. Placca e tartaro, sali di metalli pesanti, farmaci, fumo e colluttori sono concausa di discromie con il medesimo meccanismo fisico ( cause estrinseche).

Purtroppo altri fattori determinano discromie anche gravi, come le tetracicline assunte nei primi anni di vita che interferiscono con il metabolismo del calcio creando dei complessi calcio- tetraciclina o patologie ematiche, eccesso di fluoro (ipocalificazioni color gesso), terapie canalari incongrue, traumi (cause intrinseche).

 

 

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